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I segnali della rotazione settoriale

by Giacomo Calef

I segnali della rotazione settoriale 

Le news sui vaccini hanno rappresentato una vera e propria benedizione per gli Investitori, che nelle ultime settimane hanno spinto al rialzo tutti i principali listini azionari, chiudendo un Novembre di speranza per la nostra salute e per le prospettive economiche. Ma proviamo ad entrare più nel dettaglio dell’andamento dei mercati.

La tabella rappresentata intende delineare la situazione del mese di Novembre (fino al 20/11), evidenziando i segnali che lasciano presagire la possibilità di una rotazione settoriale verso quei titoli che ad oggi sono stati penalizzati a causa delle ripercussioni sull’economia reale. Si propone, dunque, una breve analisi su tre livelli: geografia, Market Cap e valutazioni di mercato.

Dal punto di vista della Geografia, dopo mesi di un rally favorito dalle potenti big tech, nonché dai cosiddetti titoli “stay-at-home”, l’azionario USA sta continuando a salire anche a Novembre, ma questa volta meno rispetto all’equity del resto del mondo. In particolare, grazie soprattutto al rimbalzo di Europa e Giappone, a Novembre la performance dell’azionario mondiale (escluso USA) sta superando quella dell’azionario USA di più di 3 punti percentuali.Per quanto riguarda il Market Cap (capitalizzazione di mercato), ricordiamo che le aziende a piccola e media capitalizzazione di mercato sono quelle che soffrono maggiormente nei periodi di crisi, ma al tempo stesso sono anche quelle che ripartono con maggior vigore quando l’economia recupera. Infatti, sembrerebbe che i mercati si attendano che questo recupero possa finalmente avere luogo, in quanto a Novembre la performance delle Mid Cap USA sta superando quella delle Large Cap USA di più di 3 punti percentuali.

In relazione alle valutazioni di mercato, infine, si consideri il seguente confronto. Da una parte abbiamo i titoli Value, che presentano un rapporto prezzo/utili relativamente basso, poiché, appartenendo generalmente a settori maturi, il mercato ritiene che non abbiano più grande potenziale di crescita e corrispondono a quelli finora più penalizzati dalla recessione (come ad esempio finanziari ed energetici). Dall’altra parte abbiamo i titoli Growth, che invece presentano un rapporto prezzo/utili relativamente alto poiché il mercato ritiene che abbiano un maggior potenziale di crescita e corrispondono a quelli che sono stati più resilienti durante questa crisi (come ad esempio i tecnologici). Ma dopo mesi di dominio dei secondi, forse potrebbe essere tempo di rotazione: a Novembre la performance dei Value sta superando quella dei Growth di circa 3 punti percentuali.

In definitiva, si potrebbe concludere che l’annuncio dei vaccini sia il vero punto di svolta per un recupero economico nel 2021, e infatti i mercati stanno dando corso ad una fisiologica rotazione settoriale. In questa finestra di mercato, dunque, si potrebbe valutare di modificare parzialmente la strategia azionaria, sia andando su aziende cicliche pronte a ripartire forte (soprattutto su quelle legate alle Clean Energy), sia rimanendo su tecnologia e sanità, ovvero i settori che si sono mostrati più robusti in questo 2020, ma nel caso specifico si raccomanda una maggior attenzione nella selezione dei titoli (e dei settori) date le elevate valutazioni di mercato.

Fonti: Notz Stucki Research, Bloomberg

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Nota settimanale 27 11 2020

  1. Panoramica macro
  2. I segnali della rotazione settoriale
  3. Il lusso pronto per la ripartenza in Cina

 

 

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