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Mercati in prospettiva: il peso della liquiditá

by Giacomo Calef

Mercati in prospettiva: il peso della liquiditá

I Governi e le autorità monetarie negli scorsi mesi hanno dato il via libera ad importanti politiche di sostegno per l’economia, riuscendo ad evitare, da un lato, il collasso economico, e mettendo le basi, dall’altro, per una ripresa post-covid. Infatti, l’evoluzione dei bilanci delle principali Banche centrali testimonia chiaramente come la portata delle iniezioni di liquidità sia stata piuttosto considerevole.

In particolare, il controvalore degli asset presenti nei bilanci di FED, BCE, Bank of Japan e People’s Bank of China ad oggi risulta circa 28mila e 800 miliardi di dollari (USD), ovvero un livello raggiunto dopo una crescita dell’aggregato monetario pari al 44% circa rispetto ad un anno fa (stima di Gennaio). Poi, oltre a questi numeri dobbiamo aggiungere quelli derivanti dalle politiche fiscali, sia per quanto riguarda quelle già messe in atto che quelle attese in futuro. Tra gli altri, il piano di stimoli da $1900mila miliardi dell’amministrazione Biden è stato finalmente approvato questa settimana, mentre il piano Next Generation progettato dall’Unione Europea dovrebbe prendere forma entro l’estate. Ma quali sono, dunque, le conseguenze sui patrimoni delle famiglie? Per poter rispondere a tale domanda abbiamo riportato nel grafico sopra rappresentato un dato molto importante, ovvero il rapporto tra i risparmi ed i redditi prodotti dai nuclei familiari. Nel caso di specie, abbiamo considerato alcune tra le principali economie occidentali, come Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia. Possiamo osservare, dunque, come su un orizzonte temporale piuttosto lungo, ovvero dal 2006 al 2021, i valori siano in tutti casi saliti ai massimi storici, oscillando tra il 17 ed il 22% circa. Pertanto, riteniamo che tale scenario possa dare luogo ad una crescita economica positiva nei prossimi anni, grazie a quella che alcuni analisti definiscono “pent up demand”. Tale espressione si riferisce ad un possibile aumento rapido della domanda di beni e servizi a seguito di un periodo recessivo in cui le spese sono diminuite drasticamente, come quello in corso a causa dell’emergenza sanitaria. A tal proposito, inoltre, alcune Istituzioni globali stanno apportando delle revisioni alla crescita del 2021: secondo l’OCSE, per esempio, il PIL mondiale potrebbe recuperare le perdite subite lo scorso anno con un rialzo del 5,4%, cioè una stima superiore dell’1,4% rispetto a quella comunicata a Dicembre. Pertanto nei portafogli, per chi non avesse ancora iniziato, suggeriamo di ribilanciare gradualmente l’esposizione azionaria a favore di quelle aziende che possano partecipare attivamente alla ripresa economica e che, al tempo stesso, abbiano la solidità adeguata per poter fronteggiare i potenziali rischi derivanti della situazione sanitaria.

Fonti: Notz Stucki Research, Il Sole 24 Ore, Bloomberg, Investopedia, Yardeni.com

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Nota settimanale 12.03.2021

  1. Panoramica macro
  2. Mercati in prospettiva: il peso della liquiditá
  3. La dirompenza dell’industria dei semiconduttori

 

 

 

 

 

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