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Azionario Cina: come ottenere il miglior posizionamento

by Giacomo Calef

Azionario Cina: come ottenere il miglior posizionamento

L’unica ad uscire quasi indenne dal trambusto scoppiato a causa della pandemia ed una delle poche che, contemporaneamente, è in grado di tener testa alla vivace economia americana ed a progettare piani di investimenti strutturali di lungo termine. Si tratta dell’economia cinese, ovvero un’area che da tempo stiamo studiando per poter cogliere le migliori opportunità.

I peggiori drawdown dal 2015 al 2020 dei mercati cinesi: la resilienza del nostro portafoglio modello

Il motore economico cinese oggi genera il secondo PIL al mondo per dimensione, copre circa un terzo della manifattura globale ed il canale online delle vendite al dettaglio risulta circa tre volte rispetto a quello USA. Inoltre, il nuovo pacchetto di stimolo fiscale statunitense da $1900 miliardi, secondo l’OCSE, potrebbe contribuire ad incrementare il PIL cinese di un ulteriore 0,5% nel corso del 2021. Gli analisti, infatti, ritengono che gli Stati Uniti potrebbero utilizzare $360 miliardi del pacchetto per nuove importazioni, di cui 60 proprio dalla Cina, con la possibilità di dare un boost importante ad acquisti nel settore tech, la cui componentistica è prodotta in gran parte dalla Cina. Tuttavia, nonostante il Dragone sia il primo esportatore al mondo, sta intensificando gli sforzi per rendere l’economia più dipendente dai consumi domestici, puntando sulla costituzione di un vero e proprio hub tecnologico con focus che vanno dalle auto elettriche all’intelligenza artificiale. Ad esempio, un’area su cui il Governo vuole porre una particolare enfasi, attraverso il piano Made in China 2025, riguarda i semiconduttori, dato che la Cina rappresenta circa il 60% della domanda globale di chip, ma produce solo circa il 13% dell’offerta. Pertanto, abbiamo ritenuto interessante lo sviluppo dell’economia del colosso asiatico, ma la nostra idea è stata quella di approcciare l’investimento sfruttando il nostro network consolidato di gestori locali che prendono posizioni lunghe e corte. E, in particolare, vi sono almeno due ragioni per cui favoriamo il metodo Long/Short. Da un lato, vogliamo mitigare il rischio e attenuare i picchi di volatilità: abbiamo predisposto un test sull’andamento di un portafoglio diversificato su 10 gestori, con pesi differenziati, e abbiamo appurato che la volatilità su base annualizzata è risultata significativamente inferiore rispetto a quella di un benchmark di riferimento: in particolare, tra il 2015 ed il 2020, tale statistica è risultata pari a poco meno dell’11,5% contro un 20% circa dell’MSCI China Index. La seconda ragione, infine, riguarda la resilienza del portafoglio. Si osservi il grafico: dal nostro test risulta che nei peggiori drawdown dei mercati di riferimento per la Cina, sempre con riferimento al suddetto periodo temporale, il portafoglio modello studiato è sempre riuscito a contenere le perdite in modo più che soddisfacente.

 

Fonti: Notz Stucki Research, South China Morning Post, chinadaily.com, IMF, Alizila, IWPO, World Economic Forum

 

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Nota settimanale 26.03.2021

  1. Panoramica macro
  2. Azionario Cina: come ottenere il miglior posizionamento
  3. Valutazioni e settori: alla ricerca dell’ottima diversificazione

 

 

 

 

 

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