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Un nuovo fattore di rischio: il Coronavirus

by Giacomo Calef

Un nuovo fattore di rischio: il Coronavirus

Qualche giorno fa è subentrato un fattore di rischio significativo per l’andamento dell’economia e dei mercati nei prossimi mesi. Un’epidemia polmonare, causata dal Coronavirus, ha colpito una città della Repubblica Popolare Cinese, Wuhan, causando oltre 200 vittime e numerosi contagi. Tale situazione ha costretto il Governo ad allungare i festeggiamenti del Capodanno cinese fino al 2 Febbraio, in modo da limitare il più possibile gli spostamenti all’interno della Regione asiatica.

Andamento dell’Indice VIX da inizio anno al 30 01 2020

Ma oltre a ciò, i cinesi stanno già prendendo dei provvedimenti. Il 23 gennaio è stato imposto il divieto di intraprendere viaggi interni e Wuhan è stata messa in quarantena. Molti villaggi hanno chiuso le strade, mentre in molte città le autovetture devono avere un permesso speciale per muoversi. Ad esempio a Wuhan vi sono alcuni volontari della comunità locale che stanno aiutando a garantire che gli ordini online di cibo e di altri beni di prima necessità vengano consegnati alle famiglie. Inoltre, sta crescendo l’utilizzo di una delle app di social media più utilizzate dai cinesi, ovvero Wechat, che consente alle persone di avvisare per tempo chi presenta sintomi del virus, in maniera tale da essere prontamente visitati a domicilio. In caso di virus, gli infettati vengono trasportati in ospedale per essere messi in quarantena tramite dei veicoli speciali che sono stati autorizzati a viaggiare.
L’impatto immediato delle notizie sui mercati è stato evidente questa settimana. Lunedì le Borse europee hanno chiuso la seduta lasciando sul terreno più di due punti percentuali, mentre i principali indici americani hanno ceduto un punto e mezzo circa. La volatilità è aumentata, si veda l’indice VIX nel grafico sopra riportato, che a inizio settimana si è avvicinato a quasi 20 punti. Inoltre, per molti aspetti l’epidemia che si sta diffondendo è stata paragonata alla SARS, che nel 2003 aveva ridotto il PIL cinese dello 0,8%. Si consideri che se tale virus dovesse contrastare la crescita economica come nel caso della SARS, le conseguenze sarebbero peggiori, in quanto nel 2003 il peso dell’economia cinese rispetto a quella globale era pari al 6%, ma ad oggi è pari al 19% circa. Infatti, la FED nella riunione di Mercoledì ha dichiarato di essere preoccupata per l’impatto del virus sulla crescita globale, tanto che potrebbe portare ad una revisione della politica monetaria. In ogni caso, ci si attende che nel primo semestre il virus possa danneggiare molte aziende, legate in particolare alle attività turistiche e alla ristorazione. Tuttavia, alcuni settori potrebbero trarre vantaggio da questa situazione. Ad esempio, l’epidemia ha reso indispensabili molti business online in Cina, tra cui l’assistenza sanitaria online, formazione online e streaming, con numerosi utenti che si stanno iscrivendo su queste piattaforme. Infatti, proprio come la SARS ha preceduto il boom del commercio elettronico, il virus può anche accelerare l’adozione di vari modelli di business online. Un altro settore che ne uscirebbe avvantaggiato potrebbe essere quello farmaceutico. Alcune società potrebbero ottenere dei profitti significativi, in quanto hanno già ricevuto cospicui finanziamenti per poter sviluppare vaccini contro il virus, sperando in tempi brevi.

Fonti: Bloomberg, Sole 24 Ore, Lygh Capital Research

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Nota settimanale 31 01 2020

  1. Panoramica macro
  2. Un nuovo fattore di rischio: il Coronavirus
  3. I rapporti tra Cina e Hong Kong
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