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Il nostro posizionamento sull’azionario globale

by Giacomo Calef

Il nostro posizionamento sull’azionario globale 

Dopo il pesante sell off di Marzo, nel mese corrente abbiamo visto un significativo rimbalzo dei mercati, ma al tempo stesso sussiste una differenza sostanziale tra le performance. In particolare, si noti come l’azionario europeo stia registrando una perdita importante, con l’Eurostoxx 50 che è sotto di circa il 20% da inizio anno, mentre il rimbalzo di quello USA sta proseguendo, con l’S&P 500 che ad oggi perde il 10% circa. Ma come mai questa differenza?

Dal punto di vista delle politiche monetarie ricordiamo che la Federal Reserve allo scoppio della crisi sanitaria aveva maggior margine di manovra: a Marzo aveva dapprima azzerato i tassi di interesse in due riunioni straordinarie, poi aveva annunciato un Quantitative Easing illimitato e questa settimana il Presidente Powell ha confermato che farà tutto ciò che è in suo potere. La Banca Centrale Europea, invece, ha potuto agire solo sul lato del QE, avviando, con qualche ritardo, un piano emergenziale di acquisti, anche se risulta comunque di notevole portata e probabilmente verrà ampliato. Ma la differenza sostanziale tra Stati Uniti ed Europa riguarda le politiche fiscali. Gli USA, reagendo con prontezza, ha potuto dare un importante sostegno all’economia fin da subito; l’Europa, invece, ha messo a punto qualche misura, ha deciso lo strumento da utilizzare per la ricostruzione dell’economia, ma resta ancora tutto da decidere, quindi per il momento i singoli Paesi devono farcela da soli. Tuttavia, alcuni di essi hanno un debito piuttosto oneroso e la crescita economica era piatta già prima del Covid 19 (l’Italia ad esempio), pertanto, l’accumularsi del ritardo con cui le misure di sostegno arriveranno dall’Europa non fa altro che ampliare le perdite dei PIL. Ma a fronte di ciò, noi nel portafoglio azionario globale avevamo già un posizionamento significativo sugli USA, e ciò ci sta aiutando a minimizzare le perdite. Ma il rimbalzo andrà avanti ininterrottamente? Al momento risulta difficile confermarlo, poiché bisogna riportare alcune considerazioni. Innanzitutto, la parziale riapertura delle attività nella maggior parte dei Paesi urge la massima cautela, in quanto potrebbe portare ad una seconda ondata di contagi e quindi nuovi arresti dell’economia. Inoltre, si evidenzia come la ripresa dei settori avverrà a diverse velocità: ad esempio il settore industriale, seppur a rilento, potrà far ripartire la produzione, ma il turismo, la ristorazione (eccetto le consegne a domicilio) e l’hotellerie saranno ancora bloccati a data da destinarsi. A fronte di ciò, all’interno del nostro portafoglio abbiamo implementato una parziale rotazione settoriale, mantenendo sempre un’ampia diversificazione, ma con alcuni accorgimenti. Innanzitutto sono stati liquidati i titoli ciclici che risentono maggiormente della crisi, sia nel breve che nel medio termine. Poi, abbiamo aumentato l’esposizione, già considerevole prima della pandemia, verso i settori più “favoriti”, che stanno ottenendo buoni risultati. A prova di ciò, si osservino le performance del grafico rappresentato: L’Information Technology ed il settore sanitario (indicato con Medical Equipment & Services) sono vicini al recupero, mentre il comparto azionario globale è ancora sotto di circa 13 punti percentuali. Inoltre, se consideriamo il Nasdaq, indice tecnologico americano, osserviamo che, con una performance da inizio anno pari a -0,78%, le perdite di Marzo sono state recuperate velocemente, quindi si potrebbe pensare di alleggerire gradualmente l’esposizione verso il comparto azionario americano, che più ha recuperato, oppure inserire in portafoglio una protezione a copertura di possibili flessioni del mercato US.

Fonti: Notz Stucki Research, Bloomberg, Sole 24 Ore

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Nota settimanale 30 04 2020

  1. Panoramica macro
  2. Il nostro posizionamento sull’azionario globale
  3. Difficolta europee: i meriti della gestione attiva
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