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FED: un bazooka a sostegno del credito

by Giacomo Calef

FED: un bazooka a sostegno del credito

La settimana ha visto un po’ di positività da parte dei mercati, con l’impegno della Federal Reserve a comprare quanto più possibile attraverso un Quantitative Easing illimitato, con la BCE che ora può acquistare fino al 100% delle emissioni di titoli di Stato e sovrannazionali e con l’approvazione del piano di aiuti per famiglie e imprese da parte del Parlamento americano per più di 2000 $ miliardi.

Asset totali nel bilancio della Federal Reserve (in $ trilioni)

D’altronde, non c’era tempo da perdere. Il Coronavirus sta peggiorando le prospettive economiche e molte imprese potrebbero essere in seria difficoltà senza che venga in soccorso un concreto aiuto economico da parte delle Autorità. L’impatto dei lockdown imposti per contenere la diffusione dell’epidemia potrebbe avere degli effetti molto importanti, tanto che secondo alcuni analisti saranno necessari stimoli almeno pari al 10% del PIL per sostenere l’economia in tempi celeri, nonché per favorire una ripartenza a pieno regime una volta che la morsa del virus si sarà allentata. E la FED, come accennavamo, sta mettendo sul piatto tutte le armi a propria disposizione. Si consideri, a tal proposito, che tra gli obiettivi di politica monetaria della FED, a differenza della BCE, ricordiamo che oltre alla stabilità dei prezzi persegue anche la piena occupazione lavorativa (negli USA è stato stimato che il tasso di disoccupazione potrebbe salire fino al 30%), quindi ciò spinge di più la Banca centrale americana a gonfiare il proprio bilancio. Quest’ultimo, come si vede dal grafico, questa settimana ha raggiunto il record storico di circa 5,25 trilioni di dollari e si prevede che Jerome Powell potrebbe andare ad iniettare nel sistema economico addirittura fino a 4 trilioni di dollari aggiuntivi, andando, di fatto, quasi a raddoppiare il totale degli asset detenuti in bilancio. Il bazooka, dunque, prevede un QE illimitato, attraverso l’acquisto di una vasta moltitudine di strumenti, tra cui i titoli di stato, bond garantiti da mutui, linee di credito destinate alle imprese, Commercial Paper (debito a brevissimo termine) e anche quote di ETF obbligazionari. E tra questi, in particolare, solo per questa settimana la FED ha programmato acquisti per circa 200 $ miliardi di bond garantiti da mutui (si consideri che attualmente ne ha in bilancio più di 1300 $ miliardi). Tuttavia, oltre ai bruschi ribassi sui mercati azionari, anche l’intero comparto obbligazionario è stato colpito da una significativa ondata di vendite nelle ultime settimane, caratterizzate da un clima di panico. Ciò è accaduto in parte anche a causa della riduzione della leva finanziaria (o deleveraging), che ha portato coloro che si indebitano a delle improvvise vendite di strumenti che in genere detengono un rischio più moderato (si veda la discesa di oro e di obbligazioni anche investment grade per l’appunto), con l’intento di generare liquidità e di ridurre le proprie linee di credito. Da parte nostra, avendo previlegiato un’esposizione verso i mercati americani nei nostri portafogli, riteniamo che, anche grazie agli acquisti della FED, il comparto obbligazionario di alta qualità con il tempo ritornerà a valori ragionevoli ed il nostro posizionamento potrà permetterci un recupero delle performance su questa asset class.

Fonti: Bloomberg, PIMCO Research, Federalreserve.gov, Sole 24 Ore

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Nota settimanale 27 03 2020

  1. Panoramica macro
  2. FED: un bazooka a sostegno del credito
  3. Gli stimoli fiscali in arrivo sono ampi, ma sarranno sufficienti?
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