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Coronavirus: linee guida per orientarsi nell’universo azionario

by Giacomo Calef

Coronavirus: linee guida per orientarsi nell’universo azionario 

I mercati crollano ancora e la volatilità persiste a livelli storicamente elevati. Si vedano i valori del VIX nel grafico da inizio anno (indice che misura la volatilità implicita nelle opzioni sull’S&P 500): a Gennaio si trovavano attorno ai 20 punti, mentre negli ultimi giorni, è stato superato addirittura il picco di 80, anche a causa della guerra tra Russia ed Arabia Saudita sulla produzione petrolifera.

Andamento del VIX da inizio al 19/03/2020

Nonostante la situazione sia difficile da gestire a livello di portafoglio, è importante che i nostri investimenti abbiano alcune caratteristiche importanti. Nell’universo azionario in questo momento si dovrebbero sovrappesare le Large Cap, ovvero le società con una grande capitalizzazione di mercato, selezionando accuratamente quelle con un modello di business profittevole e con dati di bilancio solidi. Ci sono almeno tre motivazioni che ci spingono ad investire in queste società. La prima su tutte è la liquidità: sul mercato vi sono volumi di scambio consistenti e ciò permette all’Investitore di poter acquistare o vendere i titoli in un congruo tempo. Vogliamo sottolineare che in un clima di incertezza come quello attuale, la costante ricerca della liquidità negli investimenti non è cosa da poco e non è scontata. Ad esempio, si presti attenzione a quello che sta accadendo sul mercato obbligazionario dei Treasury (titoli di stato americani): per poter permettere un corretto funzionamento del mercato la FED ha dovuto addirittura agire d’emergenza, dovendo fornire nell’immediato delle iniezioni di liquidità. Situazione ancora più pesante, sia in termini di mancanza di liquidità che riguardo alle performance, per la maggior parte delle obbligazioni high-yield, che scontano possibili default. Tale situazione, inoltre, mostra come non sia corretto affermare che un investimento azionario sia sempre e comunque più rischioso di uno obbligazionario. La seconda motivazione è legata alla capacità delle Large Cap di poter beneficiare di maggiori opportunità per cogliere la fase di recupero dei mercati, una volta che il contenimento del Coronavirus sarà a buon punto e l’economia potrà ripartire. Questo perché, data la loro solidità, avranno un miglior accesso ai prestiti bancari, che molto probabilmente in futuro saranno concessi a tassi di interesse ancora più bassi di quelli attuali. La terza motivazione riguarda la forte presenza di Large Cap nei settori che in passato sono sempre stati in grado di superare i momenti di rallentamento economico più efficacemente rispetto agli altri ed in cui il relativo lato della domanda rimarrà comunque sostenuto. Parliamo in particolare dei Consumer Staples (beni di prima necessità), dell’Information Technology e dell’Healthcare (servizi sanitari e salute). Questi tre settori rispondono alle esigenze di un mercato globale che in questo periodo sta cambiando forma: per chi sta a casa, la domanda dei beni di prima necessità rimane sostenuta, quindi parliamo degli alimentari, delle utilities, dei prodotti per la casa. Poi, sta aumentando la richiesta per le diverse piattaforme digitali, che ci permettono di lavorare da casa, di intrattenerci nel tempo libero e di mantenerci in contatto anche a distanza. Invece, le strutture sanitarie dovranno incrementare gli acquisti verso quelle società che forniscono prodotti di estrema necessità, come strumenti per diagnostica, siringhe, aghi, cateteri, nonché dispositivi medici per l’apparato respiratorio e ventilatori polmonari.

Fonti: Bloomberg, Notz Stucki Research

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Nota settimanale 20 03 2020

  1. Panoramica macro
  2. Misure retritive per il Coronavirus: il punto della situazione
  3. Coronavirus: linee guida per orientarsi nell’universo azionario
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