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Mercati emergenti – Mercati nota settimanale

by Giacomo Calef

Mercati emergenti

Il rallentamento dei mercati globali ha avuto un impatto complessivamente negativo sugli Emerging Markets. Sia per quanto riguarda il comparto azionario, che ha conseguito performance negative durante ottobre, che le valute locali, le quali hanno chiuso in rosso. Ciò nonostante Argentina, Turchia e Brasile hanno superato le aspettative.
L’Argentina comincia a mostrare segni positivi dal momento che l’accordo con il Fondo Monetario Internazionale sta cominciando a portare stabilità e visibilità. Per il salvataggio del paese verranno stanziati 57 miliardi di dollari in tre anni, anziché i 50 pattuiti precedentemente. Tuttavia, si deve valutare come si evolverà nel lungo termine la complicata situazione riguardante la sostenibilità del debito, il cui ammontare supera la metà del PIL.

Andamento dell’indice MSCI Emerging Market da inizio anno

Dopo il rilascio del pastore americano Brunson, l’economia turca sta tirando un sospiro di sollievo, in quanto ha evitato ulteriori sanzioni e un conseguente peggioramento della crisi economica. Tuttavia si rendono necessarie altre considerazioni. La banca centrale turca si è astenuta dall’aumentare i tassi al meeting di ottobre (si sottolinea che la lira ha perso circa il 40% da inizio anno sul dollaro) e l’economia è vulnerabile alle decisioni che verranno prese in merito alla politica fiscale da parte del governo.
Invece le note positive provenienti dal Brasile riguardano le elezioni presidenziali, poiché il mercato ha fiducia nel programma di riforme strutturali proposto dal neoeletto Jair Bolsonaro.

Il sell-off dei mercati emergenti è stato trainato principalmente da Messico, Cina, India e Sudafrica. Sotto la lente di ingrandimento si presentano il rischio che la costruzione dell’aereoporto di New Mexico City non vada a buon fine, la frenata dell’economia cinese, l’intensificazione della volatilità sul mercato indiano e le deludenti proiezioni del budget di medio termine in Sudafrica.

In un tale contesto, un potenziale investitore potrebbe guardare a gestori attivi che applicano strategie Long-Short, che siano in grado di assumere posizioni lunghe per cogliere le opportunità di mercato e di andare corti sulle aree dove si rischiano delle perfomance negative.

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Mercati nota settimanale – 16 11 2018

  1. Panoramica Macro
  2. Brexit
  3. Mercati emergenti
  4. Blockchain: una tecnologia dirompente

 

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