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Tassi bassi e debito societario: un effetto collaterale

by Giacomo Calef

Tassi bassi e debito societario: un effetto collaterale 

Ormai siamo consapevoli del fatto che il contesto di rallentamento economico generalizzato abbia portato la banche centrali ad adottare delle misure accomodanti di politica monetaria, comportando di conseguenza l’abbassamento dei tassi di interesse del comparto obbligazionario fino allo zero o addirittura in territorio negativo. Ma questa situazione sta causando un effetto collaterale di non poco conto, ovvero l’accumulazione dei debiti delle aziende. A tal proposito, si veda nel grafico sottostante come l’ammontare di debito societario USA sia incredibilmente cresciuto nell’ultimo decennio.

Ammontare del debito societario USA (in milioni di dollari)

Pertanto i tassi di interesse vicino allo zero hanno portato molte imprese ad emettere debito “a basso costo” sia per incentivare la propria attività imprenditoriale, sia per finanziare le operazioni di fusione e acquisizione. E quest’ultime, in particolar modo, richiedono l’impiego di una cospicua quantità di capitale. Inoltre, si ponga attenzione alle stime del Fondo Monetario Internazionale: in caso di forte contrazione dell’economia le imprese a rischio default potrebbero crollare, in quanto per restare a galla il loro debito salirebbe complessivamente a quota 19 miliardi di dollari e un ammontare simile equivale a circa il 40% del debito totale delle principali economie mondiali. Pertanto, il grande interrogativo che ci si deve porre è: le imprese già significativamente indebitate riusciranno a far fronte ad un peggioramento marcato dei dati economici? Al momento risulta difficile rispondere a questa domanda e la soluzione da trovare per orientarsi in un portafoglio di investimenti lo è altrettanto.
Si ricordi innanzitutto che sull’obbligazionario troviamo poco valore, quindi è necessario un attento lavoro di ricerca dei migliori strumenti e di implementazione delle più opportune strategie di investimento. Ad esempio si potrebbe andare su emissioni obbligazionarie Investment Grade con rating BBB, ma stando attenti a mantenere una duration bassa in modo da limitare l’impatto di un futuro rialzo dei tassi. Tuttavia, in considerazione dei costi da sostenere, questa soluzione non permette di ottenere dei rendimenti interessanti sul comparto Fixed Income, quindi si dovrebbe integrare con ulteriori soluzioni. Si possono trovare dei rendimenti interessanti nell’obbligazionario dei Paesi Emergenti, ma per questa asset class, data la complessità e le differenze che contraddistinguono le economie emergenti, sarebbe necessario affidarsi ad un team di gestione che possieda un’esperienza tale da identificare le aree con maggior valore e minori criticità.

Fonti: Sole 24 Ore, Comitato interno della Federal Reserve

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Nota settimanale 11 10 2019

  1. Panoramica macro
  2. Tassi bassi e debito societario: un effetto collaterale
  3. Growth vs Value: l’eterna sfida
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