Investment

II progetti e le ambizioni cinesi – Mercati nota settimanale

by Giacomo Calef

I progetti e le ambizioni cinesi

Tra i paesi che hanno progetti ambiziosi di crescita e sviluppo spicca fra tutti la Cina, con il «Made in China 2025». Si tratta di un piano di ambizioni industriali su larga scala pensato per raggiungere dei precisi obiettivi entro il 2025, utilizzando come principale direttrice la tecnologia. Vediamo quali sono:

  • migliorare la produttività del settore industriale, facendo leva su investimenti destinati direttamente allo sviluppo domestico delle infrastrutture tecnologiche, con l’intenzione di colmare il gap con i paesi sviluppati e diventare autosufficiente nell’hi-tech e nell’innovazione;
  • sviluppare expertise e consolidare una posizione di leadership in quegli ambiti che richiedono tecnologia ad elevata intensità, come Intelligenza Artificiale, l’Internet delle Cose, veicoli che sfruttano energia alternativa e rinnovabile e semiconduttori. Al momento è in atto una «Chip War», ovvero una battaglia per la supremazia tecnologica tra Usa e Cina, che sta suscitando i timori di Trump, per l’intenzione di Pechino di acquisire una posizione dominante;
  • raggiungere l’autosufficienza domestica nella produzione di almeno il 70% dei componenti e dei materiali di base che vengono impiegati nei processi industriali e tecnologici, riducendo significativamente le importazioni.

A rendere fattibile il progetto è senza dubbio la massiccia consistenza dei fondi destinati ai finanziamenti. Nel 2016 quasi l’80% delle aziende cinesi ha speso complessivamente un quantitativo pari a 232 miliardi di dollari per le funzioni di Ricerca e Sviluppo. Per giunta il governo ha stanziato un fondo di venture capital di 322 miliardi e i capitali privati non mancano.
Sarebbe un errore pensare che i progetti di grandi investimenti riguardino solo il territorio nazionale. In Kenya, il paese africano dove fu istituito il primo Istituto Confucio del continente, l’anno scorso la Cina ha costruito una linea ferroviaria tra la capitale Nairobi e il porto di Mombasa, stanziando 3,2 miliardi di dollari. E non solo. Dall’anno prossimo verrà introdotto un progetto riguardante l’insegnamento del mandarino fin dalla scuola elementare, che dovrebbe permettere in futuro agli abitanti del paese africano di trovare impiego nelle aziende cinesi attive sul territorio Kenyota, contribuendo all’espansione e al consolidamento dell’economia.

Fonti: Gavekal Research, Bloomberg, Sole 24 ore

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Mercati nota settimanale – 11 1 2019

  1. Panoramica macro
  2. I progetti e le ambizioni cinesi
  3. Fed: possibile inversione di rotta?
  4. Le spese del governo USA

 

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