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Trimestrali USA: sorprese positive, ma attenziona al Coronavirus

by Giacomo Calef

Trimestrali USA: sorprese positive, ma attenziona al Coronavirus

Gli indici azionari mondiali che stanno ottenendo le migliori performance da inizio 2020 sono quelli americani e ciò è dovuto soprattutto alla pubblicazione dei risultati trimestrali di gran parte delle società quotate nell’S&P 500. Di queste, più della metà ha riportato dei profitti superiori alle stime per il quarto trimestre del 2019, infatti gli analisti hanno rivisto la loro stima di crescita degli utili, dal -1,6% al -0,3%.

Performance di alcuni dei principali indici azionari da inizio anno al 06/02/2020

Il dato sulla crescita dei profitti è quindi ancora negativo, ma è risultato agli occhi degli operatori sorprendentemente buono. In particolar modo, hanno ottenuto i risultati migliori quelle società americane focalizzate sul mercato interno, mentre quelle che esportano di più al di fuori dei confini americani hanno avuto delle difficoltà. Ciò prova come l’economia americana sia ancora solida e in quest’area, nonostante le valutazioni siano ai massimi storici, è ancora possibile ricercare valore per i propri investimenti. Dal punto di vista settoriale, invece, per il quarto trimestre del 2019 l’Information Technology e i consumi discrezionali sono i settori che si sono mostrati più resilienti, invece tra quelli che hanno registrato dei dati deludenti abbiamo il settore industriale e quello dei materiali. Ma su tutti, si presti attenzione proprio a quello dell’Information Technology: al 31 Dicembre 2019 gli analisti si attendevano un decremento dei profitti rispetto al trimestre precedente al -1,9%, ma ad oggi il tasso è andato in positivo, al +4,6%. Tuttavia, si suggerisce estrema cautela nell’analizzare questi dati, poiché il nuovo fattore di rischio che è sopraggiunto nelle scorse settimane, il coronavirus, potrebbe far registrare dei risultati meno positivi per le prossime trimestrali. A tal proposito, si veda come molte società abbiano chiuso i propri esercizi commerciali in Cina a causa dell’epidemia. Starbucks, ad esempio, ha deciso di chiudere più della metà dei negozi in Cina, anticipando che a causa della sospensione delle attività i risultati economici del prossimo trimestre non saranno brillanti. Poi abbiamo Burberry, che in Cina ha attualmente chiuso 24 dei 64 store presenti, mentre i restanti rimangono aperti in fasce orarie molto ristrette. Ma uno dei settori più colpiti probabilmente sarà quello dei trasporti aerei: British Airways, American Airlines e Deutsche Lufthansa sono alcune delle compagnie aeree che hanno preso provvedimenti cancellando i voli verso la Cina, in alcuni casi anche fino al mese di Marzo. In ogni caso, i timori per la crescita economica cinese cominciano a farsi sentire anche da importanti istituzioni: per il 2020 Standard & Poor’s ha tagliato il tasso di crescita del PIL dal 5,7% al 5%, affermando che la maggior parte dell’impatto economico del coronavirus si farà sentire proprio nel primo trimestre.

Fonti: FactSet Research Systems, Milano Finanza, Financial Times

Di seguito l’ultima nota settimanale del nostro ufficio di Milano.

Nota settimanale 07 02 2020

  1. Panoramica macro
  2. Titotli di stato: oggi sono davvero un bene rifugio?
  3. Trimestrali USA: sorprese positive, ma attenziona al Coronavirus
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